Recensioni

First Base (1972) della band britannica Babe Ruth è il loro esordio, costruito su sassofonista Dave Bartholemew che non è ornamento ma generatore di ritmo e melodia. La band sa equilibrare il jazz-funk britannico con forme prog senza forzature: sezioni di sax che spingono il groove, tastiere che ris...

Ut (1972) dei New Trolls è il secondo album della band romana, dove la ricerca precedente di forma concertistica cede a favore di suite più introspettive e camerali. La band mantiene l'eleganza lirica ma la mette dentro strutture meno monumentali, più umane. Gli strumenti dialogano con libertà maggi...

Ege Bamyasi (1972) è il terzo album dei Can di Cologne e il momento di massima raffinatezza del loro motorik sound: loop ipnotici che non stanno mai fermi, voce di Damo Suzuki che fluttua sopra il ritmo come entità propria, sezioni che si costruiscono per sottrazione non per accumulo. La band tedesc...

Aria (1972) di Alan Sorrenti è il suo esordio solista, dove la voce di Sorrenti dialoga con tastiere classiche e orchestrazione leggera senza il peso della band. Sorrenti ricerca l'intimità prog: forme lunghe ma respiro umano, arrangiamenti che non schiacciano la fragilità del testo. Il disco mostra...

Azimut (1972) del Perigeo è il loro esordio, band romana che ricerca il dialogo tra jazz-rock e prog senza gerarchie. Il basso scava nel funk, la chitarra risponde con frase complessa, tastiera costruisce architetture armoniche sopra il groove. La band conosce l'improvvisazione ma la mette dentro fo...

Topi o Uomini (1972) della Flea è il loro secondo album, dove la band italiana consolida il loro linguaggio prog con titoli che affrontano questioni umane profonde. Le forme lunghe sono costruite con rigore: ogni pezzo ha inizio, sviluppo, conclusione. La voce racconta dentro architetture complesse...

Little Red Record (1972) di Matching Mole è l'esordio di Robert Wyatt dopo Canterbury: band che sceglie il collage invece della suite, sezioni brevi che si inseguono senza transizioni esplicite. La voce di Wyatt è fragile e urgente insieme, la batteria non tiene metro ma dialoga con libertà totale....

Dedicato a Giovanna G (1972) di Hunka Munka è il loro esordio, band italiana che ricerca la forma lunga con titoli che suggeriscono narrativa intima. Le suite costruiscono tensione attraverso ostinati ipnotici, non attraverso virtuosismo. La band conosce il valore dell'ostinazione: una frase che rit...

Mr. E. Jones (1972) di Nuova Idea è il loro secondo album, dove la band genovese consolida il linguaggio prog con forme che si allungano senza perdere chiarezza narrativa. La suite non è pretesto per virtuosismo ma veicolo di racconto. Tastiere costruiscono paesaggi, basso dialoga con ritmica, voce...